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giovedì, febbraio 23, 2006
Siccome per sfogare la stanchezza sentivo il bisogno di scrivere un paio di cazzate sul mio blog, Virgilio ha pensato bene di farlo sparire.
postato da laportinaia |
00:47
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domenica, maggio 02, 2004
Saggezza infantile
Sabato ero in un negozio. Uscita una cliente, il proprietario del negozio, rivolgendosi a me, ha commentato: "Quella signora fa la portinaia. Ha già acquistato tre case per i suoi figli, pensi". Io ci penso. Ero una bambina saggia, io. Come tutti i bambini. Crescere mi ha rovinata.
postato da laportinaia |
10:30
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lunedì, gennaio 26, 2004
Rieccomi. Faccio presente che il mio blog è sempre su Virgilio. Lì scrivo e cancello i miei post. Da qui spazio nell'universo splinder, che è pesante, troppo pesante per i miei gusti.
postato da laportinaia |
20:38
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Postilla a "Senza pretese"
La portinaia e la suora mi sembravano due alternative valide e abbastanza paritarie, anche se il piatto della bilancia pendeva già allora verso la prima professione. Essendo bambina in età asilare, avevo compreso il valore del soldo e quindi il vantaggio di fare la portinaia rispetto alla suora, che non percepisce stipendi e anzi dà via il suo. La prospettiva di pregare tutti i giorni per qualcuno mi sembrava insolita, curiosa e fondamentalmente priva di senso, come occupazione, ma non mi preoccupava più di tanto, avendo capito, già allora, che si poteva fingere e pensare ad altro nel frattempo (così facevo in chiesa, poi ho smesso di andare in chiesa e quindi di farlo). Turbata invece dalle visioni apocalittiche riguardo alla situazione economica di una famiglia, la mia, che si ostinava a non volermi regalare un cavallo, perché costava troppo e bla bla bla, bla bla bla, davo grande peso naturalmente al fatto che queste due professioni garantissero gratis un tetto sopra la testa. E anche qui il vantaggio era tutto della portinaia. Questione di numeri: tante stanze contro una. Non avevo tuttavia contemplato l'aspetto sessuale, lo ammetto. Perché così ero fatta a quell'epoca. A distanza di anni, posso solo dire che se fossi stata lungimirante probabilmente avrei propeso da subito e senz'ombra di dubbio per la portinaia. Perché mi sa che contemplare la seconda ipotesi mi abbia portato un po' di sfiga.
postato da laportinaia |
20:38
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Senza pretese
Da bambina avevo due sogni. Desideravo fare la portinaia o diventare suora di clausura. La portinaia del palazzo in cui abitavo era un personaggio fantastico. Alloggiava in un appartamento sopra la guardiola. Non uno dei soliti, una stanza con cucinino e bagno all'esterno. No. Una casa vera, con ingresso, cucina, bagno, sala e due camere. Doppia esposizione. Vista sul giardino. Fresco. Lei lavorava in coppia col marito. A me sembrava che lui lavorasse: puliva le scale, portava fuori la spazzatura, solite cose dei portinai, insomma. Lei stava in guardiola. Ogni tanto. Il più delle volte se ne stava a casa sua. Allora bisognava sgolarsi: "Signora portinaia! Signora portinaia!". Compariva quando ormai a forza di urlare la gola era diventata secca. Con gli occhi da sonno, da una che ha schiacciato un pisolino. Ma sto divagando. L'ammiravo perché guadagnava lo stesso stipendio del marito. E non faceva un cazzo (passatemela). Poi non era la tipica portinaia, quella che sa tutto di tutti. No. Lei non sapeva mai nulla. Moriva un condomino? Lei non ti sapeva dire chi, né come, né perché. Era riservata, benedetta donna. Una volta il condominio è stato quasi preso d'assalto dalla polizia. Avevano scoperto un covo delle BR nelle cantine. Lei non si è accorta di nulla. Ossia non si è accorta che erano arrivate venti volanti della polizia. Magari era solo distratta, però, ora che ci penso. Tornando a me, bambina, mi sarebbe piaciuto fare una vita come la sua. Come alternativa mi offriva lo spunto la prozia paterna, una carmelitana. Viveva in un convento bellissimo (almeno da fuori), con un sacco di bei mobili antichi, anche del Cinquecento. Pezzi di valore, insomma, mica schifezze. E non faceva nulla tutto il giorno. Mi avevano spiegato che la sua vita era votata alla preghiera. Lei pregava tutti i giorni per me, nonostante mi vedesse sì e no una volta all'anno. Poi cuciva, si dedicava all'orto, io ero convinta che leggesse anche. E sicuramente disegnava, lo so. D'altra parte prima di rinchiudersi faceva la stilista. Non mi sembrava male neanche la sua, come vita.
postato da laportinaia |
20:37
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